Dalla parte di Paolo Maldini

Nonostante il momento delicato, che ha consigliato a chi gestisce il calcio di mettere per un attimo in secondo piano il nostro sport preferito, è doveroso e utile fare un ragionamento e trarre alcune considerazioni su ciò che sta accadendo al Milan. Più dell’immaturità della squadra, incapace di chiudere la partita e vincere a Firenze, più degli errori arbitrali e più di quelle che saranno le scelte di mercato per il prossimo anno, preoccupa infatti la presunta spaccatura tra il trio composto da Maldini, Boban e Massara e l’uomo messo in società dal fondo Elliott: Ivan Gazidis.

L’indiscrezione relativa all’arrivo in panchina e nell’organigramma tecnico di Rangnik (non Guardiola, Rangnik), non ha solo reso più difficile il lavoro di Stefano Pioli ma ha anche fatto suonare il campanello d’allarme in via Aldo Rossi. Gia protagonista di decisioni discutibili (vedi la precedente bocciatura di Ibrahimovic e di altri campioni al tempo contattati da Leonardo), e più in generale di scelte e programmi lontani da quello che è il passato glorioso del Milan, Gazidis pare diventato un serio problema: un freno, e non una risorsa, per le ambizioni di rinascita del club rossonero.

Gazidis e il silenzio della società

Il tutto si sta inoltre consumando nel silenzio assoluto della proprietà e del presidente Scaroni (che parla solo di stadio). Nessuno parla pubblicamente ai tifosi, nessuno cerca di spiegare qual è (se esiste) la strategia per uscire dall’anonimato. Nessuno, tranne Maldini: l’unico ‘hombre vertical’ che, insieme a Boban, ci ha messo e ci sta mettendo testa, cuore e faccia per il suo e il nostro Milan. Al netto di tutti i problemi che abbiamo, la ‘mission’ aziendale non è chiara e quel poco che si intravede piace davvero a pochi. È arrivato dunque il momento di parlare chiaramente ai tifosi. Piaccia o non piaccia. Il tifo rossonero e la nostra storia lo pretendono!

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