Curva Sud, da 50 anni la nostra seconda casa

Per molti di noi, la Curva Sud è da sempre la nostra seconda casa. Il primo sguardo e il primo pensiero, ogni volta che entriamo a San Siro e che magari prendiamo posto in altri settori, va verso quella parte di stadio che, magicamente, è capace di riportarci indietro di anni e di farci tornare alla mente ricordi mai totalmente cancellati dalla nostra memoria. Momenti indelebili di un’adolescenza (almeno per chi scrive) passata nelle Brigate Rossonere e nella Fossa dei Leoni.

Perché ogni volta che gioca il Milan, noi siamo lì a cantare e tifare per i colori rossoneri. Lo abbiamo fatto da ragazzini, lo facciamo anche ora che abbiamo i capelli bianchi. Il cinquantesimo compleanno della Curva Sud ci regala oggi l’opportunità di riavvolgere il nastro e di ricordare decine di aneddoti di molte domeniche passate in curva. Ad esempio quei lunghi viaggi, il più delle volte molto scomodi, per raggiungere San Siro: rigorosamente fatti con forte anticipo sul fischio d’inizio, per prendere i posti migliori.

Le emozioni della Curva Sud

Ci fa tornare in mente la fila davanti ai cancelli di San Siro, i tentativi di chi voleva scavalcare quando ancora non c’erano i tornelli, le scale o le rampe per raggiungere la Curva Sud. E poi l’odore acre dei fumogeni (ma che a noi piaceva tantissimo), il culo appoggiato sui vecchi gradoni di pietra, che d’inverno diventavano ghiacciati, e la pioggia e la neve sulla nostra testa prima della costruzione della copertura del Meazza.

E poi ancora i panini incartati nella stagnola, il caffè Borghetti, il Motel Siesta e gli estintori Meteor, il profumo delle sigarette “simpatiche” del vicino, i bandieroni, le urla via megafono dei “capi” alla transenna (“Fuori sta cazzo di voce!“), qualche spedizione punitiva nell’altra curva, i tamburi e i due inni della Sud (“Tifosi rossoneri, tifosi milanisti…”, “Leoni armati stiamo marciando…“). Momenti indimenticabili di quella che è sempre stata la vera e unica voce milanista: la Curva Sud. Oggi ha cinquant’anni, ma non li dimostra proprio. Auguri!

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